Quale Futuro?

Mancano pochi giorni all’ora x. L’esame di maturità si avvicina. Moltissimi i giovani che sono in fermento per la preparazione alla maturità iniziando a ripassare le lezioni svolte durante l’anno scolastico. Tantissime sono le emozioni che provano, ma, nel loro ego più profondo, avvertono quel senso di tristezza e soprattutto di paura per le incertezze [...]

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Mancano pochi giorni all’ora x. L’esame di maturità si avvicina. Moltissimi i giovani che sono in fermento per la preparazione alla maturità iniziando a ripassare le lezioni svolte durante l’anno scolastico. Tantissime sono le emozioni che provano, ma, nel loro ego più profondo, avvertono quel senso di tristezza e soprattutto di paura per le incertezze del domani; quindi quale futuro? Ed ecco che la frustrazione invade i giovani d’oggi. Abbandonando quelle quattro mura di una classe che hanno visto le tante esperienze passate, delusioni, emozioni, paure e soddisfazioni, si perderà tutta quella certezza acquisita che, grazie ai docenti, poteva essere covata e allevata nella migliore dei modi. Un giovane che s’immette nel mondo nuovo come quello universitario perde la fiducia in se stesso e negli altri poiché non riuscirà a trovare nelle persone coetanee ma soprattutto nel docente la confidenza e la complicità che potevano sfruttare prima. Tra alunno e docente s’innalza, quindi, un muro che distrugge la forza comunicativa tra questi ultimi. Mi chiedo, dunque, ma non è importante che ci sia dialogo tra la gente? Non a caso le istituzioni politiche incitano il dialogo tra tutti? Ora perche tutto ciò non accade? Perché questi docenti universitari trattano con freddezza gli studenti considerandoli come delle bestie? Si ricorda che i ragazzi non sono bestie! E’ opportuno, allora, che si cambi l’impostazione che ha assunto tutto il corpo docente universitario poiché è di vitale importanza trasmettere agli studenti le certezze che sono fondamentali per il proseguimento della carriera scolastica. Si aprano spiragli e barlumi di speranza, si dia fiducia ai giovani poiché è su loro che bisogna battere giacché il nostro futuro reggerà sulle loro spalle. Ora, la grandissima evasione dalle università è riconducibile, dunque, a due fattori: in primis alla mancanza di dialogo e/o a una questione economica. Volendo fare una distinzione radicale ne è difficile considerando che in entrambi i casi c’è lo zampino politico. Per la mancanza di dialogo sussiste già un controsenso giacché la politica invita a un aperto dialogo tra tutti; mentre per la problematica economica c’è sempre e comunque la traccia politica. Non c’è da stupirsi se c’è molta evasione per i costi esorbitanti per seguire i corsi universitari. Sarebbe meglio ridurre un po’ i prezzi per incitare minimamente qualcuno a intraprendere la vita universitaria nella speranza che si modifichi l’intero assetto scolastico. Si distrugga, perciò, questo grosso muro e si conducano, dunque, i giovani per la mano affinché possano essere guidati e spronati a raggiungere le vette più alte e ambite della loro vita.


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